Ridurre gli effetti avversi dei medicinali

Nutraceutica: è un termine coniato da Stephen de Felice nel 1989, e nasce dalla fusione di “nutrizione” e “farmaceutica”, evidenziando così l’importanza del ruolo terapeutico che hanno particolari nutrienti. Infatti essa studia gli estratti di organismi vegetali, ma anche minerali e animali che possiedono attività farmacologiche. In Italia ed in gran parte d’Europa, i nutraceutici sono classificati come integratori alimentari [1], sebbene sarebbe auspicabile una normativa più stringente, che possa dare a tali prodotti il valore che meritano. Generalmente, i nutraceutici possono essere utilizzati in tre diversi modi:

1. nell’individuo sano, per sostenere e mantenere uno stato di salute e benessere, come nel caso degli sportivi che assumono vitamine o minerali per integrarne la perdita durante l’attività fisica o per sostenere la prestazione fisica;

2. nella prevenzione: per evitare l’insorgenza di determinate patologie, trattando pazienti che possano mostrare valori ematici borderline che segnalano una possibile insorgenza di malattia (un esempio può essere la prevenzione dai danni cardiovascolari causati dal colesterolo, utilizzando estratti vegetali che limitano l’innalzamento del suo valore ematico);

3. in trattamento concomitante con farmaci per patologie croniche, spesso anche per ridurre gli effetti avversi causati da terapie farmacologiche (add-on-therapy). Importanza del ruolo del farmacista nella gestione del nutraceutico

Quale il ruolo della nutraceutica nella riduzione degli effetti (nocivi) dei medicinali? In questo elaborato la dott.ssa Naclerio ci regala un’attenta analisi della questione e interessanti spunti di riflessione sull’importanza del ruolo terapeutico di particolari nutrienti.

L’origine naturale di un nutraceutico, che non rappresenta una caratteristica di innocuità e, in aggiunta, la sua azione ed efficacia terapeutica, nonché i suoi eventuali effetti avversi, rappresentano caratteristiche che richiederebbero una regolamentazione diversa da quella alla quale sono sottoposti oggi, dove i nutraceutici rientrano nella categoria di integratori alimentari che sono utilizzati e immessi in commercio, spesso anche in assenza di studi clinici che ne possano comprovare l’efficacia [1].


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