Le nostre difese secondo la visione omeopatica

Il Sistema Immunitario è sicuramente al centro di ogni trattazione medica, più che mai nella nostra attualità: recentemente si parla anche di microbioma [3], e molteplici aspetti della salute e della malattia vengono oggi ricondotti a questo prezioso sistema. All’epoca di Hahnemann (1755-1843), fondatore dell’Omeopatia, di certo non si avevano tali conoscenze ma, nel suo genio illuminato, egli avanzò ipotesi d’avanguardia, semplicemente intuite o rilevate dall’attenta osservazione fenomenologica, al punto di supporre l’esistenza di “agenti disturbanti esterni” (successivamente identificati in germi, batteri, virus…) che, presenti nell’aria, potevano essere responsabili delle malattie umane.

È un ragionamento ampio e completo quello che la dott.ssa Renata Calieri ci regala in questo articolo che descrive come nell’omeopatia contemporanea una giusta comprensione e definizione del concetto di “forza vitale” sia essenziale per capire il funzionamento del sistema immunitario

Ipotesi azzardate ovviamente senza l’aiuto sperimentale di strumenti quali il microscopio (allora inesistente), e quindi solamente suggerite da un genio osservatore e acuto, e che peraltro non potevano essere confermate strumentalmente: grandiose anticipazioni che ebbero infatti validazioni scientifiche solo in un lontano futuro. Ma intorno al 1828-1830 Hahnemann fu colto dal dubbio: “Ma se questi agenti morbosi sono presenti nell’aria che respiriamo tutti, perché mai non ci ammaliamo tutti alla stessa maniera, venendone esposti?…


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