TMAO e rischio cardiovascolare

Le malattie cardiovascolari costituiscono, ad oggi, uno dei più importanti problemi di salute pubblica, sono infatti tra le principali cause di morbilità, invalidità e mortalità nei Paesi ad elevato sviluppo. Le patologie più frequenti sono quelle di origine aterosclerotica, in particolare le malattie ischemiche del cuore (infarto acuto del miocardio e angina pectoris) e le malattie cerebrovascolari (ictus ischemico ed emorragico). Le cause di queste patologie non sono state ancora identificate del tutto, tuttavia sono ben note le condizioni fisiologiche e patologiche che si associano più frequentemente all’incidenza di eventi vascolari (CV).

La ricerca fa un ulteriore passo in avanti nell’ambito dell’individuazione dei fattori di rischio cardiovascolare, definendo il TMAO, metabolita derivante dalla flora intestinale, un marker di rischio modificabile. Seguiamo il ragionamento del dott. Ettore Novellino in questo interessante contributo

La probabilità di sviluppare una malattia cardiovascolare dipende dai cosiddetti fattori di rischio, intesi come condizioni che aumentano la probabilità di insorgenza della malattia, in relazione alla loro somma e alla loro entità. I fattori di rischio che contribuiscono all’insorgere delle malattie cardiovascolari sono classificabili in due tipi: non modificabili e modificabili. I fattori “non modificabili” comprendono, familiarità, età e il sesso. In effetti, gli uomini sono più a rischio delle donne, più esposte a tali eventi dopo la menopausa.


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